Chiquita docet anche in tempo di Coronavirus

Non c’è che dire, Chiquita, il marchio più vecchio in ortofrutta, riesce ad essere originale, sempre, senza mai perdere l’identità di marca. Anzi!

Forte di una storia di oltre cento anni, Chiquita, sinonimo di banana nel mondo, anche in questo momento ha un approccio alla comunicazione diverso dagli altri sia sul piano testuale, che visivo.

Piano testuale: direi che è l’unica marca che nell’ormai consueta pagina pubblicitaria di ringraziamento ha citato espressamente i consumatori, mostrando vicinanza ed empatia per la loro fatica per le lunghe file fuori dai supermercati.

Nel breve testo, infatti, l’azienda riesce a ricordare l’intera filiera ortofrutticola, la grande famiglia (notare la scelta del sostantivo) Chiquita, ovviamente gli immancabili medici e infermieri, ma anche i clienti, in particolare ringraziati per la fatica e la pazienza con cui hanno fatto la spesa per portare a casa la loro banana preferita.

“Grazie a chi ha messo le banane Chiquita nella lista della spesa, pur dovendo aspettare ore per farla.”

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Piano visivo: l’Italia c’è nel tricolore stilizzato, ma l’adv è un trionfo del brand, col logo modificato ad hoc in grande sul classico fondo giallo banana e il logo ufficiale con Miss Chiquita ripreso in piccolo a chiusura della pagina pubblicitaria (n.d.r. pagina uscita su Corriere della Sera il 3 maggio) vicino al pay-off “originale, naturalmente”.

Come fatto già altre volte in passato con bellissime edizioni limitate (qui una rassegna), Chiquita gioca col mitico bollino 10 e lode e questa volta sostituisce il disegno della donna (Miss Chiquita) con il disegno delle persone richiamate nel testo, dal produttore, all’impiegato, al manager, al dettagliante, al medico sino alla famiglia padre, madre e bambino. Qualcuno ha fatto scherzosamente notare che nel disegno c’è assembramento e che non tutti hanno la mascherina, ma battute a parte il trattamento mostra tutta la forza dello storico brand, il primo ad affermarsi nell’ortofrutta, capace di essere sempre innovativo, iconico e distintivo.

Nel panorama ortofrutticolo italiano non sono tanti i brand così riconosciuti dal pubblico e high budget da potersi permettere una comunicazione così, ma:

  • sforzandosi di cogliere gli insegnamenti di questa come di altre aziende illuminate e all’avanguardia,
  • osservando attentamente i mutamenti dello scenario e del sentiment del proprio pubblico di riferimento,
  • tenendo a mente che oggi più che mai il consumatore è sensibile, attento ai valori percepiti “veri” e ai contenuti, in cerca di messaggi credibili, coerenti e apportatori di fiducia,

tutti, anche le imprese più piccole, possono fare tanto verso una comunicazione da dieci e lode!

Anna Parello

Consulente di Marketing e Comunicazione per l’ortofrutta


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