Con l’avvicinarsi dell’estate entra nel vivo la stagione del melone, il prodotto ortofrutticolo che segna la maggior incidenza di vendita in termine di valori nei mesi di giugno e luglio.

La coltivazione del melone inizia nei mesi di dicembre-gennaio per la semina in serra, nei mesi di aprile-giugno per la semina direttamente in pieno campo. Ma negli ultimi anni gli agricoltori, sopratutto siciliani, hanno iniziato ad utilizzare un nuovo metodo, la coltivazione verticale. 

Pioniere di questa tecnica è l’innovatore Renato Cilia, che ha sviluppato e perfezionato un sistema di coltivazione particolare, Idroradix®. “Il sistema consiste in una coltivazione a terreno su una baula con interposta la guaina microforata Idroradix®, in questo modo si coltiva in un lembo di terra che varia tra i 15-25 cm di altezza. Si ha come effetto – prosegue – lo sviluppo di radici microcapillari che rimangono al disopra di possibili ristagni d’acqua. Si ottiene così precocità, aumento dell’assorbimento delle sostanze nutritive, salubrità delle piante e quindi resistenza ad attacchi batterici, fungini o virali, miglioramento produttivo a livello qualitativo e quantitativo, condizioni pedoclimatiche migliori in qualsiasi stagione. Si ottiene anche una semplificazione e ottimizzazione nella bonifica del terreno che tra l’altro non viene più mosso con le frese”.

È una scelta che richiede maggiori investimenti nel sistema di coltivazione (sistema di fertirrigazione, sitema di tutoraggio) e nella tecnica, necessitando di un impiego di manodopera più elevato. 

Ma le rese di questa coltura sono doppie rispetto alla coltura tradizionale a terra, il frutto presenta un minore contenuto di acqua e un maggior accumolo di zuccheri e sali minerali e la raccolta è più agevole perchè eseguita in piedi evitando il rischio che il prodotto si rovini esternamente. 

Con queste considerazioni la coltivazione verticale del melone rappresenta un’innovazione tecnica che aiuta in maniera consistente resa e qualità. 


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