Il discount in Italia si è evoluto, e non solo con le aperture di Aldi e Leader Price. Lidl già da alcuni anni ha iniziato un riposizionamento della sua offerta commerciale e di comunicazione istituzionale. Diverse e successive campagne di comunicazione hanno portato Lidl a diventare sponsor della nazionale di calcio e soprattutto a essere portatore del Made in Italy presentando la maggior parte dei suoi fornitori di merce con stabilimenti di produzione in Italia anche nei reparti freschissimi con coltivazioni di frutta e verdura delle principali zone e tipicità.
I discounter si sono appropriati dei driver di servizi propri dei supermercati, cavalcando le nuove tendenze dal bio al veg dal free form al no ogm; il freschissimo è stato individuato come proposta di punta ed esprime un’italianità di grande valore, la panetteria e pasticceria di parziale produzione interna garantisce un’elevata frequentazione del cliente nell’arco della settimana. Completamente in controtendenza risulta essere la proposta promozionale dei comparti del non food che, praticamente abbandonati dagli ipermercati, trovano una seconda giovinezza sia in Lidl che Aldi.

E i supermercati “stanno a guardare”? Alcuni sì, altri no. Tutti però saranno artefici del loro futuro.

L’analisi


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